Proximity, living together in the age of Covid-19

Client
Personal project

Focus
Brand Design, Design Thinking, Strategy, Visual Identity, Environmental Design

Years
2020

Overview

Il Covid-19 ha trasformato le persone e gli ambienti in una potenziale minaccia, che – per essere evitata – ci chiede di affrontare la fatica e il disagio di assumere nuovi comportamenti e abitudini.
A rendere il tutto ancora più faticoso è il fatto che – in assenza di un coordinamento e di regole comuni – ognuno si è organizzato come meglio ha potuto, improvvisando soluzioni talvolta di difficile comprensione e una discordanza di linguaggi visivi la cui interpretazione richiede uno sforzo cognitivo che contribuisce ad aumentare il disagio complessivo della situazione.

Obiettivo

Proximity, progetto realizzato il collaborazione con Caret Studio, si propone un obiettivo ambizioso: creare un sistema visivo gratuito, univoco e semplice per ricreare una dimensione accogliente degli ambienti a servizio della collettività, per aiutarci a stare vicini nel modo giusto e acquisire nuovi comportamenti.
Gratuito: Proximity è completamente gratuito. Tutti gli elementi, gli esempi e le istruzioni per realizzarlo sono scaricabili online
Univoco: in assenza di un progetto di segnaletica condiviso ognuno si è organizzato autonomamente, creando una quantità di linguaggi diversi, spesso di difficile comprensione.
Semplice: progettando Proximity siamo partiti pensando alle scuole, perché volevamo un linguaggio chiaro anche per i bambini e quindi comprensibile da tutti.
Proximity vuole avere anche un valore estetico, una funzione decorativa, perché è utile per richiamare l’attenzione. Elementi troppo precisi e ricorsivi, come le griglie, finirebbero per essere assimilati come elementi di fondo e quindi deboli o incapaci di richiamare l’attenzione. Un elemento non preciso, decorativo, “ludico”, invece, mantiene alta la soglia di attenzione e supporta la funziona pedagogica della acquisizione di un comportamento corretto.

Concept e principi

Siamo partiti elencando l’enorme quantità di attività che svolgiamo in ogni singolo luogo e ci siamo resi conto che era impossibile dare a tutte una regola e quindi le abbiamo sintetizzate in quattro macro-situazioni che, senza voler essere esaustive di ogni possibilità, sono comunque utili per dare una regola a molte situazioni in ogni tipo di ambiente: Walking Zone, Attention Zone, Queueing Zone.
Lavorando su Proximity ci siamo resi conto che le ambizioni del progetto richiedevano che rispettassimo alcune regole fondamentali, cioè che il sistema utilizzasse materiali e soluzioni:

  • reperibili ovunque;
  • economici (nastro adesivo, vernice, gesso);
  • facili da applicare e rimuovere;
  • in grado di adattarsi ad ogni tipo di interno o esterno;
  • capaci di cambiare in base ad eventuali diverse normative di prevenzione;
  • visivamente efficaci (riducendo al minimo l’uso delle parole).

Queueing zone

Non volevamo mettere le persone in coda una di spalle all’altra, volevamo che potessero anche vedersi e magare parlare, senza contare che una coda perfettamente lineare richiede spazi enormi… la soluzione era scritta nelle stelle, più precisamente nelle costellazioni. Come per i segnali precedenti, anche qua l’irregolarità del segnale svolge la doppia funzione di replicare la reale applicazione delle proposta e di aiutare le persone a mantenere un livello di attenzione sempre sufficientemente alto.

Walking zone

La forma della freccia era quasi una scelta obbligata, ma abbiamo deciso di renderle più visibili spogliandole della loro precisione stradale e dando loro un connotato quasi ludico. Per questo abbiamo pensato ad “uno stormo di frecce” per indicare la direzione e da ripetere lungo il percorso usando eventualmente un numero minore di elementi.

Attention zone

Abbiamo discusso a lungo per realizzare questo elemento. Avevamo bisogno di delimitare uno spazio e riempirlo per renderlo istintivamente non calpestabile, ma dopo averlo riempito con segni come + o x o altro, ci siamo resi conto che – a differenza degli altri segnali – questo avrebbe richiesto una spiegazione per essere compreso e non volevamo che accadesse. Alla fine, quindi, abbiamo usato il linguaggio del divieto perché era l’unico che – senza spiegazioni e sfruttando l’ambiguità del divieto posto di fronte ad un oggetto o passaggio obbligato – ci garantiva di raggiungere il risultato che ci eravamo prefissi: alzare il livello di attenzione e aiutare le persone a gestire con prudenza lo spazio in una situazione potenzialmente pericolosa
(una entrata/uscita, uno scaffale in una libreria, un banco che espone cibo, etc.).

Toolkit

Ogni elemento di Proximity può essere realizzato “a occhio” (l’importante è rispettare le distanze) oppure, per ottenere la massima uniformità possibile, utilizzando come misure il lato lungo e il lato corto di uno o più fogli A4 o piegandoli come per fare un aeroplano di carta e usando come misura la diagonale. Per ogni segnale abbiamo realizzato un foglio di istruzioni, che è possibile scaricare, stampare e usare come guida ed esso stesso come misura.

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